lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte ph Daniele Fedeli e Laila Pozzo

Lo strano caso… trascina lo spettatore nel mondo dell’autismo. Due ore di grande teatro alle Muse di Ancona. Strepitoso Daniele Fedeli / FOTO E VIDEO

Pubblicato il 22 Marzo 2022

di Sefano Fabrizi

Oltre due ore di spettacolo con la sala che tratteneva il respiro e chi aveva colpi di tosse si affrettava a mettere in bocca caramelle balsamiche. Il Teatro Elfo porta alle Muse di Ancona una pièce di grande valore attoriale e scenico con Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte.

La trama

La commedia segue fedelmente la trama dell’originale: il quindicenne Christopher decide di indagare sulla morte di Wellington, il cane della vicina. Capisce subito di trovarsi davanti a uno di quei misteri che il suo eroe, Sherlock Holmes, sapeva risolvere, perciò incomincia a scrivere un libro mettendo insieme gli indizi del caso dal suo punto di vista. E il suo punto di vista è davvero speciale. Perché Christopher ha un disturbo dello spettro autistico che rende complicato il suo rapporto con il mondo. Odia essere toccato, odia il giallo e il marrone, si arrabbia se i mobili di casa vengono spostati, non riesce a interpretare l’espressione del viso degli altri… Scrivendo il suo libro, Christopher inizia a far luce su un mistero ben più importante di quello del cane barbone. Come è morta sua madre? Perché suo padre non vuole che lui faccia troppe domande ai vicini?

Come fosse una grande pagina di diario, lo stesso in cui il protagonista scrive la sua storia su suggerimento dell’insegnante il palco si anima attraverso le indagini di Christopher e i suoi dialoghi con i personaggi coinvolti nello strano caso.

Il giallo del cane alle Muse 220319

La sindrome di Asperger

La sindrome di Asperger è una forma di autismo. Tra le persone più celebri c’è sicuramente l’attivista ecologista Greta Thunberg.

L’argomento è stato trattato nei vari ambiti dello spettacolo.

Un vasto eco sicuramente al cinema. Tra i primi film ricordiamo Tim – Un uomo da odiare (1979) con Mel Gibson. Poi, Il ragazzo che sapeva volare (1986). Ma nell’immaginario collettivo ci sono due film che vengono subito alla mente: Rain Man (1988) con Tom Cruise e Dustin e Forrest Gump (1994) con Tom Hanks. Volendo citarne altri ecco Buon Compleanno Mr. Grape (1993) con Leonardo DiCaprio, Un amore speciale (1999) Juliette Lewis e Tom Skerritt, Mi chiamo Sam (2001) con Sean Penn, Mary and Max (2009) film di animazione sull’autismo, Pulce non c’è (2012) di Giuseppe Bonito fino a Tutto il mio folle amore (2019) con Giulio Pranno e Claudio Santamaria.

Non mancano le fiction e tra le più famose The Good Doctor. La serie, apparsa per la prima volta nel 2017 e giunta alla quinta stagione, segue le vicende di Shaun Murphy, un giovane medico specializzando in chirurgia, autistico e affetto dalla Sindrome di Savant.

Tanti anche i libri sull’argomento. E Mark Haddon con il suo romanzo Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte è riuscito in un’impresa eccezionale: ha dominato le classifiche mondiali raccontando, come in un giallo, le peripezie di un adolescente autistico alle prese con la più grande sfida della sua vita. E la forza di questa splendida storia non si è esaurita nelle pagine del libro, ma è si propagata in palcoscenico con l’intelligente riscrittura di Simon Stephens: il suo testo ha ottenuto a Londra un eccezionale successo di pubblico e ha vinto nel 2013 sette Laurence Olivier Awards (tra cui migliore opera teatrale) per poi trasferirsi a New York dove ha vinto quattro Tony Awards. In Italia è in scena con il Teatro Elfo Puccini. 

Lo spettacolo

Tra le caratteristiche “vincenti” dello spettacolo vi è senza dubbio l’approccio multimediale e interattivo, lì dove si utilizzano degli schermi laterali e uno centrale, che circondano il palco, in cui prendono vita disegni e animazioni, che sono un po’ il riflesso e l’esemplificazione dei pensieri, dei sogni, dei ricordi e delle connessioni mentali adottate dal giovane detective.

Diviso in due parti: nella prima Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte ci dà uno spaccato delle abitudini di Christopher, della sua routine, dei suo sogni e delle sue “certezze”: la casa, la scuola, le abitudini. L’uccisione del cane è però una miccia che presto disintegrerà questa apparente equilibrio.

Nella seconda parte dello spettacolo, ben più ansiogena della prima, Christopher dovrà confrontarsi con ciò che gli è sconosciuto, con l’estraneità, che di per sè è il grande “spettro” dell’autismo. Brillante la resa scenica costruita dalla regia: segue l’idea di una realtà trasfigurata, popolata da maschere buffe ma anche inquietanti, che è il modo in cui il ragazzino autistico percepisce il mondo intorno a se. Grande la velocità dei cambi di scena e il dinamismo dei personaggi sul palco: i loro movimenti “fumettistici” replicano sempre il modo in cui il ragazzino li percepisce, oltre a rendere lieve lo spettacolo, provocando anche le risa del pubblico.

Il giallo del cane alle Muse 220319

Un lavoro corale

L’opera, che vede la regia di Ferdinando Bruni ed Elio De Capitani, gode di un lavoro corale dove spicca la bravura di Daniele Fedeli (anno 1994) nei panni di Christopher, un adolescente affetto dalla sindrome. In scena troviamo poi Elena Russo Arman nei panni della maestra Siobhan brava ad alternarsi tra la scena e la narrazione, mentre Davide Lorino e Alice Redini interpretano il ruolo altrettanto delicato dei genitori. Completano il cast Corinna Agustoni, Cristina Crippa, Marco Bonadei, Alessandro Mor, Nicola Stravalaci, Debora Zuin. La loro presenza è tutt’altro che secondaria perché lo spettacolo dà il meglio di sé nelle scene corali anche grazie al lavoro di Riccardo Olivier e Chiara Ameglio (Fattoria Vittadini).

Daniele Fedeli

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