Eccomi

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Eccomi. Sono nato il 6 gennaio 1956. L’anno del grande nevone nel giorno consacrato alla Befana. Segni del destino. Il luogo: Calandrione, frazione di Troviggiano, frazione di Cingoli in una casa che come riscaldamento aveva un solo camino. D’inverno ci si scaldava con il braciere, la monaca e il prete… e ovviamente le calze di lana. Vincenzo e Aliana sono i miei genitori. Babbo ci ha lasciato nel 1995, la mamma vive a Cingoli con la famiglia di mio fratello Fabrizio.

Quando avevo poco più di due anni i miei si trasferirono a Corinaldo, dove mio padre era responsabile del locale Consorzio Agrario, e mia madre faceva la sarta, arte appresa dal padre Alvise e dalla madre Ernesta. Quando avevo 9 anni arrivò a farmi compagnia Fabrizio. La gioventù passò così senza troppi scossoni. Elementari e Medie a Corinaldo. Poi il glorioso Liceo Classico G. Perticari a Senigallia. Era l’epoca in cui si ascoltava in radio Alto gradimento con Gianni Boncompagni, Renzo Arbore, Giorgio Bracardi e Mario Marenco. Si cantavano le canzoni di Lucio Battisti. E si pensava di poter cambiare il mondo.  Finito il Liceo, la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Ancona. Ancora ricordo i nomi dei professori Osculati, Amati, Lenaz, Muzzarelli e su tutti Bossi, dermatologia, persona di un altro pianeta. Non me ne vogliano chi non è citato.

Nel frattempo, per arrotondare la paghetta, andavo di notte a fare il correttore di bozze in via Berti, 20 dove c’era la sede del Corriere Adriatico. Aria satura di piombo e via vai di giornalisti che venivano a controllare i loro pezzi appena inchiostrati sulle lastre. In quel periodo ho conosciuto Pino Scaccia, scomparso il 20 ottobre del 2020 a causa del Covid. Un’amicizia immediata. E grazie a lui il mio primo articolo nel gennaio del 1976: il commento alla hit parade di Lelio Luttazzi. Poi interviste e recensioni. Il primo rimborso quando mi chiese di andare (abitavo tra Ancona e  Corinaldo) a Porto Recanati per intervistare la Pfm. Un periodo denso dove oltre agli spettacoli seguivo lo sport minore e la cronaca, con buona pace degli studi che rallentavano. Tanti, veramente tanti i personaggi che ho incontrato e intervistato. Poi nell’87 il primo contratto part time alla redazione del Corriere Adriatico di Senigallia dove ho avuto modo di conoscere i colleghi Elpidio Stortini, Vincenzo Olivieri, Alfonso Benvenuto, Elio Mencarini e il figlio  Roberto che poi ho avuto come sodale nella redazione anconetana. Nel 1989 la comunicazione che il mio contratto sarebbe stato trasformato in indeterminato. Il direttore di allora era Arnaldo Giuliani: “allora Stefano ti facciamo questo contratto, ma per un paio di mesi devi stare nel settore Interni-Esteri, poi andrai in Regione”. I due mesi si trasformarono in 12 anni. E nel frattempo vidi passare diversi direttori.

In questo periodo anche l’impegno civile-politico: sono stato sindaco di Corinaldo dal 19 luglio 1989 al 12 giugno 1994. Ma questa è un’altra avventura. E un’altra storia è l’arrivo di 4 figlie: Silvia, Chiara, Elisa e Giulia, affezionate alla mamma Fabiana, ma anche a me, nonostante spesso non ero presente, almeno fisicamente. Ora dire che sono belle e brave sembra davvero scontato, ma vi assicuro che sono belle e brave. Nel frattempo sono arrivati anche due nipoti: Francesco da Elisa e Diego e Lorenzo da Giulia e Gianni. Vi devo dire che sono bellissimi? Ebbene sì: sono bellissimi. Avremo modo di scriverne in altre occasioni.

Nel 2001 con l’arrivo di Paolo Traini ritornai al vecchio amore: Cultura e Spettacoli con la qualifica di caposervizio datami da Sesto Egidi. Con Traini abbiamo dato una svolta al settore, in particolare con l’inserto estivo: sono arrivato a confezionare 24 pagine al giorno. Altri tempi. Poi nell’aprile del 2016 è arrivato l’attuale direttore Giancarlo Laurenzi, il quale mi ha confermato nel ruolo (con una breve parentesi al settore web)  e anche con lui il lavoro svolto è stato sempre valorizzato. Il tutto fino al 1° novembre del 2020 dove sono andato in pensione. Ma il Corriere Adriatico mi è rimasto nel cuore e vi rimarrà sempre. Tante le storie da citare che non mancherò di raccontare nella sezione I miei ricordi. Ed ora questa avventura: Marcheinfinite.

Stefano

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