Ad Ancona premiate le buone pratiche locali: a Bari e Bologna gli Oscar della Salute 2020 e 2021

Ad Ancona premiate le buone pratiche locali: a Bari e Bologna gli Oscar della Salute 2020 e 2021

Con i premi ai migliori progetti in materia di prevenzione sanitaria, promozione di stili di vita sani, benessere e inclusione sociale si è concluso il XIX Meeting della Rete Città Sane-Oms. Ventisette le candidature da tutta Italia.

Ad Ancona premiate le buone pratiche locali: a Bari e Bologna gli Oscar della Salute 2020 e 2021
Il professor Burgio

C’è anche Ancona tra i vincitori dell’ Oscar della Salute, il premio assegnato oggi in conclusione del XIX Meeting Rete Città Sane OMS alla Mole di Ancona.   Un riconoscimento in denaro accompagnato da una splendida targa realizzata con puntini della scrittura Braille dal Museo Tattile Omero.

Targa Oscar della Salute

Tra i sei premi assegnati per l’anno 2021 (altrettanti per il 2020, edizione saltata a causa della pandemia)  e consegnati dalla Presidente della rete nazionale, Emma Capogrossi,  alla città di Ancona è andato il premio per la sezione Coinvolgimento e Partecipazione per il progetto “Io decoro Ancona…e tu?” una iniziativa che cresce ogni anno nel territorio , grazie all’impegno del Comune e del mondo della scuola.  

Ad Ancona premiate le buone pratiche locali: a Bari e Bologna gli Oscar della Salute 2020 e 2021

Al Comitato nazionale è piaciuto il progetto dorico che si è indirizzato particolarmente in virtù del periodo particolare aUna scuola aperta e all’aperto”,   stimolando- ha rilevato l’assessore alle Politiche Educative Tiziana Borini-   un’ampia partecipazione da parte di bambine e bambini – in tutto circa 1500 alunni dai 3 ai 14 anni- accompagnati e sostenuti dai loro insegnanti e dalle famiglie”.  

Ad Ancona premiate le buone pratiche locali: a Bari e Bologna gli Oscar della Salute 2020 e 2021

Molteplici gli scopi del progetto (e concorso) quali l’incoraggiare la creatività e la progettualità, l’educare fin da piccolissimi alla cittadinanza attiva, al senso di appartenenza al territorio, alla comunità, alla propria scuola- luogo di aggregazione e crescita per eccellenza, alla cura dell’ambiente, ad un sano stile di vita, alla socializzazione e ad un percorso evolutivo armonico e condiviso che può trovare nella didattica all’aria aperta uno strumento eccezionale.

Gli Oscar della Salute 2020-2021 hanno incoronato Bari e Bologna come città italiane con i progetti più riusciti su salute e benessere degli ultimi due anni.  

Ad Ancona premiate le buone pratiche locali: a Bari e Bologna gli Oscar della Salute 2020 e 2021

I premi

I riconoscimenti – 12 in tutto, trattandosi di un biennio  – hanno chiuso i lavori della seconda giornata del XIX Meeting della Rete Italiana Città Sane-Oms, che si è svolto ieri ed oggi ad Ancona, Comune che presiede la rete fino al 2023. Al bando hanno partecipato in totale 27 progetti da tutta Italia. Hanno potuto candidarsi i Comuni soci della Rete ma anche quelli che hanno manifestato la volontà di farne parte.

Sul palco i consiglieri del Comune di Bari Loredana Battista e Giuseppe Cascella hanno ricevuto il premio Oscar 2020 per la “Bari Food Policy”. Con questo progetto la città pugliese si è impegnata a garantire l’accesso per tutti al cibo, promuovere la sostenibilità alimentare, educare al cibo sano, lottare contro gli sprechi e promuovere la ricerca agroalimentare locale. Lo ha fatto investendo nelle mense scolastiche green, in orti e agricoltura periurbana, formazione, ricerca e nel reinserimento dei giovani in agricoltura, al contempo combattendo lo spreco e la povertà alimentari con il riutilizzo e la distribuzione.

Per il 2021 ha invece vinto il primo premio il progetto di riqualificazione “Salus Pace” presentato dal Comune di Bologna, rappresentato nel capoluogo marchigiano dall’assessore al Welfare, nuove cittadinanze, fragilità Luca Rizzo Nervo e dal referente tecnico Marzia Bettocchi. Grazie a questo progetto, dove una volta sorgeva una clinica privata, Villa Salus, è stato creato un centro servizi polifunzionale, dotato di alloggi, e destinato a soggetti fragili, tra cui migranti e rifugiati.

Il Mini Oscar, premio per le città con meno di 15 mila abitanti, è andato per il 2020 al Comune di Forlimpopoli con il progetto “Distanti ma Uniti”. Nata durante l’emergenza Covid-19 l’iniziativa, tramite una rete di volontari e associazioni, ha sostenuto le fasce più bisognose della cittadinanza. A vincere il Mini Oscar lo scorso anno (2021)  è stata Oliveri, Comune in provincia di Messina, grazie ad “Aggiungi un nonno a tavola”, progetto di inclusione sociale degli anziani.

Ai Comuni di Molfetta (2020) e di Sacile (2021) sono state riconosciute le menzioni per l’Originalità e Innovazione dei loro progetti. Il progetto di Molfetta, “Sul prato della Lama”, ha promosso il ricongiungimento della cittadinanza con un la zona naturalistica di Lama Martina. “Sosteniamo chi ci cura”, presentato dal Comune friulano, ha proposto l’utilizzo di tecniche di meditazione trascendentale per preservare la salute e ridurre lo stress di medici e infermieri di una casa di riposo durante la pandemia.

Per il 2020, hanno vinto in co-partecipazione la menzione Rilevanza i Comuni di Ponte di Piave e di Zero Branco con il progetto “Filodiretto”, mentre la menzione Coinvolgimento e Partecipazione ha premiato il Comune di Ragusa e il suo “Bilancio Partecipativo”. La menzione Trasferibilità è andata al Comune di Padova con il progetto “Infanzia e adolescenza in tempo di Covid-19: scenari e prospettive in un futuro prossimo”

La menzione Rilevanza riferita all’anno 2021 è stata assegnata a Bergamo per il progetto “Sport in cartella”. Ad aggiudicarsi i riconoscimenti per Coinvolgimento e Partecipazione e Trasferibilità sono stati rispettivamente- come anticipato-  il Comune di Ancona che candidava l’iniziativa “Io decoro Ancona e tu…?” e Udine con “Musica e Parola”.

Tutti i premi hanno lo scopo di fornire un riconoscimento all’impegno delle amministrazioni locali in termini di politiche di promozione della salute, corretti stili di vita, politiche ambientali virtuose. Tramite questi premi la Rete Città Sane mostra come i Comuni possano essere fulcro di importanti sinergie con le realtà associative del territorio, oltre che strumenti per stimolare la politica a livello regionale, nazionale ed europeo.

Molto stimolanti gli ultimi interventi di stamane al Meeting Città Sane OMS  che nell’ultimo anno, sotto la presidenza Capogrossi,  ha registrato l’adesione di nuove 10 città e più del doppio hanno partecipato in presenza ai lavori ha visto la presenza ad Ancona:  all’ epidemiologa Paola Angelini che ha portato  il suo contributo sulla lotta contro le arbovirosi – malattie trasmesse agli esseri umani da punture o morsi di animali come zanzare e zecche – spiegando cosa possono fare i Comuni per prevenire la trasmissione è succeduto   Ernesto Burgio, medico, epidemiologo e studioso di epigenetica sul piano  internazionale, membro dell’ECERI, l’European Cancer and Environment Research Institute di Bruxelles.   Il prof. Burgio ha catturato il pubblico  con una relazione sulla transizione epidemiologica nel nostro secolo,  spiegando  in che modo il cambiamento nel tipo di malattie a cui siamo esposti – fin dai primi mille giorni di vita e già all’epoca della gestazione-  sia dovuto anche all’alterazione da parte dell’uomo di interi ecosistemi, e di come il dna (l’ “hardware” del nostro organismo) possa venire modificato con l’epigenoma (il  “software” ) altrettanto determinante per la salute.

Cos’è la Rete Italiana Città Sane

In Italia, il progetto Città Sane è partito nel 1995 come movimento di Comuni per poi diventare nel 2001 Associazione senza scopo di lucro. La Rete aderisce al movimento Healthy Cities dell’OMS ed è l’unica associazione italiana accreditata presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Recependo le indicazioni di quest’ultima, la Rete pone al centro della sua azione la collaborazione fra le città, presidio della salute sul territorio, per attivare a livello locale progetti di promozione della salute pubblica. Attualmente aderiscono alla Rete oltre 70 Comuni italiani e la Regione Emilia-Romagna

 Comuni associati puntano a costruire, insieme al Coordinamento nazionale, un percorso condiviso di raccolta, analisi e diffusione degli elementi migliori e replicabili delle buone pratiche messe in campo sui territori per promuovere corretti stili di vita, prevenire le malattie e migliorare la qualità di vita delle cittadinanze. Tra i temi principali portati aventi dal progetto ci sono anche la pianificazione urbana per la salute, la valutazione di impatto sulla salute e l’invecchiamento in salute.