Con le premiazioni “Oscar della salute” si conclude il 10 giugno alla Mole il XIX meeting delle Healthy Cities Italiane Oms

Con le premiazioni “Oscar della salute” si conclude il 10 giugno alla Mole il XIX Meeting delle Healthy Cities Italiane Oms

È con la assegnazione dell‘ Oscar della Salute 2020- 2021 che si concluderanno il 12 giugno (inizio cerimonia ore 11,45)  i lavori del XIX Meeting della Rete Città Sane OMS avviati questa mattina ad Ancona, presidente di turno fino al 2023, presso la Mole, luogo simbolico nella storia del capoluogo, che in epoche passate ha costituito un presidio sanitario (“Lazzaretto”) a difesa della salute dei cittadini. 

Come per ogni passata edizione, l’Oscar verrà conferito alla città che ha presentato il progetto ritenuto più efficace e condivisibile in materia di promozione della Salute, inclusione sociale, benessere relazionale, mediazione sociale, azioni contro il degrado urbano. Al bando partecipano città della rete ma anche città non ancora aderenti, divise per categorie (una di esse è dedicata ai piccoli comuni).

Con le premiazioni “Oscar della salute” si conclude il 10 giugno alla Mole il XIX meeting delle Healthy Cities Italiane Oms

La sessione plenaria (ore 9,30) – moderata come nella giornata odierna dalla presidente della Rete Città Sane e assessore del Comune di Ancona, Emma Capogrossi, si aprirà con l’intervento della epidemiologa Paola Angelini, in rappresentanza della Regione Emilia-Romagna, che porterà il suo contributo sulla lotta contro le arbovirosi – malattie trasmesse agli esseri umani da punture o morsi di animali come zanzare e zecche – spiegando cosa possono fare i Comuni per prevenire la trasmissione.

Quello delle arbovirosi è un problema sul quale la Rete è impegnata con un progetto di formazione e partecipando a un tavolo tecnico promosso dal Ministero della Salute. Sarà poi il turno di Ernesto Burgio, medico pediatra e divulgatore di fama internazionale, membro dell’ECERI, l’European Cancer and Environment Research Institute di Bruxelles, esperto di epigenetica e biologia molecolare. 

L’impatto dei cambiamenti ambientali sulla salute sarà al centro del suo intervento. Burgio fornirà una panoramica su un tema molto attuale, quello della transizione epidemiologica nel nostro secolo. Il medico spiegherà in che modo il cambiamento nel tipo di malattie a cui siamo esposti sia dovuto anche all’alterazione da parte dell’uomo di interi ecosistemi.

La prima giornata, quella del 9 giugno, si è conclusa con l’assemblea generale dei soci della Rete Città sane OMS, un importante momento di incontro e presentazione delle città entrate più di recente nella rete, dopo 2 anni di collegamenti a distanza.

Nella mattinata dopi i saluti istituzionali, a partire da quello del Sindaco e delegato ANCI nazionale Valeria Mancinelli, centrale è stato l’intervento di Kira Fortune dell’Ufficio Regionale Europeo OMS che ha delineato il tuolo del Netowork delle Healthy Cities nel programma di lavoro OMS, di Daniela Galeone, da remoto, sul Piano Prevenzione 2020-2025; sono quindi intervenuti Michele Marra del Servizio Epidemiologia Regione Piemonte che ha tracciato un quadro delle diseguaglianze nella Salute e Giuseppe Napoli di Federsanità sull’importanza di fare rete tra istituzioni.

Forte seguito ha avuto la relazione della la prof.ssa Daniela Lucangeli docente di Psicologia dello sviluppo all’Università di Padova, ed esperta di psicologia dell’apprendimento nonchè promotrice della Scienza servizievole, pioniera dell’insegnamento con empatia. Nel suo intervento la prof. Lucangeli ha illustrato la prospettiva del “I-Care”, inteso come benessere a tutti i livelli – fisico, psichico, sociale – necessario all’individuo per raggiungere le sue prerogative, sollecitando istituzioni, professionisti e cittadini ad “avere a cuore” le persone prese in carico e soprattutto bambini e ragazzi, nei quali la pandemia ha avuto un effetto detonatore facendo emergere un disagio interiore e un senso di solitudine e privazione.

Il meeting ha poi riservato tre sessioni pomeridiane parallele di approfondimento su temi legati ad alimentazione, stili di vita sani, clima e ambiente con esperti che hanno coinvolto gli ordini professionali e non solo.

Cos’è la Rete Italiana Città Sane

In Italia, il progetto Città Sane è partito nel 1995 come movimento di Comuni per poi diventare nel 2001 Associazione senza scopo di lucro. La Rete aderisce al movimento Healthy Cities dell’OMS ed è l’unica associazione italiana accreditata presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Recependo le indicazioni di quest’ultima, la Rete pone al centro della sua azione la collaborazione fra le città, presidio della salute sul territorio, per attivare a livello locale progetti di promozione della salute pubblica. Attualmente aderiscono alla Rete oltre 70 Comuni italiani e la Regione Emilia-Romagna.

Inoltre, sono molte le relazioni che la Rete ha consolidato lungo gli anni, mantenendo rapporti importanti con numerose confederazioni nazionali, associazioni di pubblica utilità, istituti di ricerca ed universitari e partecipando come stakeholder ai principali tavoli per la salute pubblica indetti dal Ministero della Salute. Il duplice obiettivo dell’associazione è rendere più snelle le procedure di attuazione e diffusione di buone prassi e politiche di prevenzione sanitaria, da un lato, e dall’altro porsi come interlocutore strategico al supporto operativo alle istituzioni.

I Comuni associati puntano a costruire, insieme al Coordinamento nazionale, un percorso condiviso di raccolta, analisi e diffusione degli elementi migliori e replicabili delle buone pratiche messe in campo sui territori per promuovere corretti stili di vita, prevenire le malattie e migliorare la qualità di vita delle cittadinanze. Tra i temi principali portati aventi dal progetto ci sono anche la pianificazione urbana per la salute, la valutazione di impatto sulla salute e l’invecchiamento in salute.