Carlo Iacomucci in studio , foto di Maurizio Paradisi

La Vallesina ha un nuovo artista: il Maestro Carlo Iacomucci. FOTO E VIDEO-INTERVISTA

di Stefano Fabrizi

Il Maestro Carlo Iacomucci cambia casa e da Macerata si trasferisce a Monsano di Jesi. La notizia di per sé non ha nulla di che se  non interessasse un artista e ogni cambiamento corrisponde a un nuovo inizio. Un trasloco reso necessario da impegni familiari ma che ora che il suo nuovo atelier-opificio sta prendendo forma gli dona nuovi stimoli creativi. E su questa nuova fase della sua vita privata e artistica vi proponiamo questa video intervista.

La biografia

Carlo Iacomucci, artista tra i più rappresentativi delle Marche, è nato ad Urbino nel 1949, dove ha frequentato l’Istituto Statale d’Arte, meglio noto come Scuola del Libro. 

Carlo Iacomucci Piume vorticose,2020, acquaforte in negativo e positivo, mm.215x280

Una Scuola di grande tradizione e prestigio, che porta avanti, in modo personalizzato, da tantissimi anni. Dagli anni ottanta e fino in tempi recenti (escluso periodo pandemia), per brevi periodi, si sposta all’estero; realizza disegni a china e acquerelli a Parigi, Praga, Strasburgo, Belgio, Olanda e, in particolar modo, a Londra, dove  rimane affascinato dal quartiere “Portobello Road-Notting Hill”. Il maestro Carlo Iacomucci, illustre incisore e pittore, è uno degli otto “Marchigiani dell’anno” 2014 e nel corso della sua lunga e prestigiosa carriera ha ottenuto tantissimi riconoscimenti- nazionali, internazionali, fra i quali: nel 2011 gli è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere, nel 2017 quella di Ufficiale e nel 2021 quella di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana con decreto del Presidente della Repubblica per motivi artistici e culturali.  

Nel 1999 è uno dei fondatori assieme a don Ezio Feduzi della Galleria d’Arte Contemporanea della Fondazione “Il Pellicano” dei Trasanni di Urbino. 

Professore di discipline pittoriche e di Educazione delle Arti Visive dal 1973 al 2008 all’Accademia di Belle Arte di Lecce poi al Liceo Artistico di Varese e di Macerata.   Ha partecipato a tante mostre importanti, da ricordare: la 54^Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia- Padiglione Italia per Regioni, a cura di Vittorio Sgarbi e alla Biennale Arte Contemporanea “Premio Marche 2018”, Forte Malatesta di Ascoli Piceno. Nel febbraio 2020 riceve il Premio Pegaso come miglior disegno al concorso Pegaso promosso dall’Istituto Superiore della Sanita.  2021 mostra personale “The Resilience Of Art – Il viaggio di Carlo Iacomucci fra pittura e incisione” a cura di Gabriele Bevilacqua, coordinatore Enrico Carrescia con O.D.V., Sale Museali di Palazzo Bisaccioni , Jesi. 

Carlo Iacomucci mentre ritocca a bulino una lastra - foto di Maurizio Paradisi
Carlo Iacomucci mentre ritocca a bulino una lastra - foto di Maurizio Paradisi

La Vallesina ha un nuovo artista

Dopo 36 anni di permanenza nella città di Macerata, suo luogo di adozione e di elezione, da pochi giorni il Maestro Iacomucci ha preso residenza a Monsano, in provincia di Ancona, più nello specifico nella Vallesina, una zona industriale e artigianale, che profuma di agricoltura e, in particolar modo, di vino di cui le sue vigne sono ricche.

Questo suo trasferimento è stato dettato da motivi affettivi e da esigenze familiari che, in seguito alla pandemia, lo hanno visto sempre più spesso spostarsi, per periodi più o meno lunghi, per essere vicino alla famiglia e alle sue adorate nipotine, per le quali la presenza dei nonni è stata ed è, tuttora, di fondamentale importanza.

Mosaico per un trittico di Carlo Iacomucci
Mosaico per un trittico di Carlo Iacomucci

Già in precedenza, durante i due lunghi anni di lockdown causati dalla pandemia, il Maestro Iacomucci si era temporaneamente trasferito a Monsano, presso la casa di sua figlia dove, per ingannare le lunghe giornate di isolamento forzato, ha prodotto circa 60 opere originali e pochissime incisioni, non avendo a disposizione, per motivi tecnici, il suo prezioso torchio calcografico, con cui abitualmente esegue 4 o 5 prove di stampa, prima di decidere che la lastra incisa è pronta per la stesura finale.

La prolungata permanenza di Iacomucci a Monsano, ha fatto maturare in lui la decisione di trasferirsi là, in via definitiva, per stare vicino agli affetti familiari e anche per ritrovare un nuovo slancio artistico e nuove ispirazioni per le sue opere, sempre con una attenta predisposizione nel dipingere su carta e stampare le incisioni su carte speciali, che gli derivano dalla sua formazione degli anni giovanili, quando frequentava la Scuola del Libro di Urbino, sua città natale e di studi .

Forme assenti
Forme assenti

Proprio in questi giorni, il Maestro è particolarmente impegnato a sistemare il suo nuovo studio/atelier nei pressi di Jesi, ( oppure : all’estrema periferia di Jesi), situato in una posizione veramente panoramica, che si affaccia su di un bellissimo cortile verde con piante di olivi, mandorli e fiori profumati, inondato di una bella luce naturale.

Invasione silenziosa
Invasione silenziosa

Lasciando Macerata, sua città di adozione, per trasferirsi a Monsano, Iacomucci ha voluto affrontare, in modo originale e assolutamente personale, l’ennesimo viaggio della sua vita: il viaggio di Iacomucci è stato soprattutto un viaggio spirituale, un viaggio all’interno di sé, per mettere a nudo i suoi sentimenti più profondi e la sua colorata poetica. Un lunghissimo viaggio fatto di incisioni, dipinti, illustrazioni, tanti anni di vita vissuta e dedicata all’arte, sia come professore ( di discipline pittoriche) che come artista.

E’ un viaggio cominciato da lontano, ma non ancora terminato, perché un artista non esaurisce mai la sua creatività, la sua voglia di esplorare, di sperimentare e, come nel caso del Maestro Iacomucci, la sua capacità di mostrare, attraverso la pittura, i sentimenti più intimi e profondi dell’animo umano.

La tavola del Duca

Iacomucci nel suo pellegrinaggio artistico è, al tempo stesso, inizio e fine di un viaggio di cui sappiamo quando e dove è incominciato, ma non conosciamo ancora la meta finale e forse non la conosce nemmeno lui, perché l’arte non ha mai fine e attraversa i secoli della storia , deliziando gli occhi e il cuore di chi sa ascoltarla!

(testo di Patrizia Minnozzi)