Marco Grandi

Gli incontri straordinari di Paolo Pirani: Marco Grandi, ha amato Corinaldo e le Marche come pochi

di Paolo Pirani

Marco Grandi è stata una delle prime persone che ho “incontrato” e conosciuto arrivando a Corinaldo quasi quarant’anni fa, e da allora ne è scaturita una frequentazione a livello amichevole e lavorativo (organizzativo, per la verità) che si è conclusa in maniera incolpevole, improvvisa e dolorosa in una fredda e nebbiosa sera del 24 gennaio 2019 (giusto tre anni fa), a causa di un terribile frontale lungo quella strada amica, percorsa mille volte in direzione Senigallia, rivelatasi tuttavia matrigna in quell’occasione.

Corinaldo e le Marche nel cuore

Ha amato Corinaldo e le Marche come fosse figlio di questa terra, al punto da prenderci addirittura la residenza, organizzando per oltre tre decenni eventi culturali, soprattutto a carattere storico e musicale, con grandi firme del panorama operistico, artistico e universitario nazionale (dai prof. Principe e Landini, agli storici Perfetti e Piccinini, all’arch. Mariano e allo storico Zampetti), ed il sostegno di Comuni, Regione e Provincia di Ancona, sponsor prestigiosi.

Una persona carica di umanità

Ho così avuto modo di apprezzarne l’umanità, la gentilezza, la generosità; e poi l’attaccamento tanto per la sua terra d’origine e professione, tra Roma e Genova, come per quella d’adozione, alla quale ha dedicato energie ed economie profonde, finanziando dal 1987 un premio di merito scolastico per studenti corinaldesi delle medie inferiori e superiori, nonché un fitto calendario di eventi estivi promosso sotto l’egida del Centro Studi Domenico Grandi e intitolato programmaticamente March’Ingegno.

Che esperienza, io regista

Grazie a lui ho avuto l’opportunità di sperimentarmi nella regia dell’opera buffa del ‘700, da Mozart (L’oca del Cairo) a Salieri, da Cimarosa a G.B.Pergolesi (La serva padrona) per un triennio, dal 1989 al 1992.

Ed è così che, dovendo provvedere come sempre all’organizzazione della cerimonia di consegna del premio di merito, la prima volta senza di lui, m’è venuto spontaneo ricordarlo in una forma colloquiale, familiare, quasi intima. Come fosse presente, comunque. Dato che le persone, come le cose “belle”, sono e restano con noi oltre lo spazio-tempo convenzionale. 

Caro Marco, ti scrivo: Ti ricordi?

Sono arrivato a Corinaldo il 4 agosto 1984, in occasione del 40° del Battaglione S. Marco (dieci anni dopo avrei scritto la delibera con la quale gli si assegnava la “cittadinanza onoraria”), e l’allora sindaco Ciceroni, che mi accolse con l’amichevole cordialità che lo contraddistingue, mi invitò a prendere con lui un caffè al Bar Centrale. Qui ho incontrato altre due persone, nell’ordine, tu ed Ennio Lenci. Fabio mi presentò in entrambe le occasioni come il nuovo Addetto Culturale del Comune, tu hai detto che saresti passato nei giorni seguenti in ufficio insieme ad Ennio, ché ti frullava in testa un’idea.

La cabala

Quando sei passato e siamo entrati in confidenza mi hai detto che avevo la “cabala” del 4; io preferisco quella del 2 e dei suoi multipli, ma il risultato non cambia. Mi sono sposato nel’88, ad agosto, che è l’ottavo mese dell’anno, ho due figli, ho debuttato a teatro nell’84, il 22 dicembre, e poi che altro ? … ah, sì, mi sono laureato l’8 marzo al D.A.M.S. (quattro anni di corso), a Bologna, dove abitavo in via Sant’Isaia, al civico 108 (al 104 c’era il Roncati, l’ospedale psichiatrico, reparto aperto).  

Ti sei presentato con un foglietto nel quale c’era qualche programmatico appunto, scarno ma chiaro, che si riferiva a quello che nel giro di poco più di due anni sarebbe diventato il C.S.D.G.

Il Centro Studi Domenico Grandi

1.- il Centro si propone di contribuire alla valorizzazione del patrimonio culturale delle Marche ed al recupero della sua memoria storica nella continuità delle tradizioni della comunità regionale;

2.- a tal fine il Centro promuove la ricerca, organizza convegni e rappresentazioni, pubblica atti e documenti;

3.- nell’ambito del Centro operano quattro Commissioni Scientifiche: architettura ed urbanistica, storia, musica, storia dell’arte.

E nacque “March’Ingegno”

L’attività del Centro, te Presidente, l’abbiamo chiamata “March’Ingegno”, l’ingegno marchigiano che è stato una sorta di stella Polare nel tuo trentennale impegno di promotore e sostenitore della marchigianità nell’architettura, nella storia, nella musica e nell’arte, ma anche in quanto tali, sempre tuttavia filtrate da questa Terra di Marca, con Corinaldo centro irradiatore di aggregazione, formazione, tradizione anche enogastronomica (il convegno sul mais, fra l’altro nel ’92); anche, recentemente, in quanto Presidente regionale dell’Istituto Nazionale dei Castelli.

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Osare l’inosabile

In questa Terra ti sei addirittura stabilito, questa gente ti è diventata nota e amata. In un altro dei nostri frequenti incontri, hai osservato che, tra tante immagini e citazioni, ho affisso alla porta dell’ufficio la scritta “Oltre”, concordando che possa essere un monito ad osare l’inosabile ma anche un invito a superare il contingente senza mai retrocedere per codardia.

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Il Premio di merito scolastico “Gen D.G.”

Poi è arrivato il Premio di merito scolastico “Gen D.G.”, quello che si consegna anche quest’anno, ininterrottamente dal 1987/1988, ai migliori studenti corinaldesi frequentanti la scuola secondaria di primo e di secondo grado: centinaia sono stati i ragazzi che ne hanno beneficiato.

Ciao, Marco

A proposito, credo proprio che adesso dovrò salutarti, perché “abbiamo fatto sala”, e le persone sono oramai entrate. Anzi, se mi autorizzi direi che la cerimonia può cominciare. Così, semplicemente, ma con il trasporto di sempre.

Ciao Marco, ciao amico

(Era il 29 settembre 2019 e alla Cerimonia di consegna del Premio di merito scolastico Gen. Domenico Grandi al Teatro comunale C. Goldoni, tu mancavi)