malattie oculari

Lotta alla cecità: riprende il giro d’Italia per una “Vista in Salute”. A Pesaro l’ultima tappa nelle Marche domenica 26 e lunedì 27 settembre

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Dopo lo stop forzato imposto dalla pandemia, è ripartita la Campagna Nazionale di Prevenzione delle Malattie della retina e del nervoottico Vista in Salute (www.vistainsalute.it), che questa settimana è arrivata nelle Marche facendo sosta ad Ancona nei giorni scorsi. Il 26 e 27 settembre l’iniziativa sarà ospitata a Pesaro, zona Parcheggio San Decenzio, per l’ultima tappa del tour marchigiano. Entro il 2023 la Campagna toccherà tutte le regioni italiane, dopo aver interessato nel 2019 Lombardia, Abruzzo e Campania, oltre che, nelle scorse settimane, Umbria, Toscana ed Emilia-Romagna.


L’iniziativa, promossa dall’Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecità-IAPB Italia Onlus, prevede la permanenza, dalle ore 10 alle 18, di una grande struttura ambulatoriale mobile – un tir hi-tech – dotata di più postazioni, presso la quale sarà possibile effettuare gratuitamente controlli oculistici ad alta tecnologia su retina e nervo ottico, riservati a persone di età superiore ai 40 anni, munite di green pass o tampone entro le 48 ore precedenti.


Spiega il significato della campagna il Dott. Giorgio Ricci, membro del Direttivo IAPB Italia Onlus, che sottolinea: “La vista è un bene prezioso, un enorme patrimonio personale che ereditiamo e dobbiamo imparare a preservare sin dall’infanzia. Trascurarla potrebbe esporci a grandi sofferenze e compromettere irreparabilmente la nostra autonomia e indipendenza”.

Nella presentazione delle tappe marchigiane l’assessore alla Sanità della Regione Marche, Sen. Filippo Saltamartini – intervenuto al lancio della campagna insieme alla Consigliera Elena Leonardi, Presidente della Commissione Sanità della Regione – ha sottolineato: “Le Marche guardano con interesse e apprezzamento a questa iniziativa di alto valore socio-sanitario, promossa da IAPB Italia Onlus. Questo per due ragioni: anzitutto per la grande necessità di elevare nei cittadini la consapevolezza della centralità della prevenzione per la tutela della vista e, in secondo luogo, per il contributo alla sostenibilità della spesa sanitaria che può derivare da una popolazione più attenta e orientata alla prevenzione rispetto alle malattie oculari.”


La campagna è stata resa possibile grazie al sostegno del Parlamento italiano che, con la Legge di bilancio 2019, rendendo disponibile uno stanziamento triennale, ha voluto dare una risposta incisiva al grande bisogno di prevenzione visiva presente nella popolazione. Il progetto ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Salute, della Conferenza Stato–Regioni, dell’Istituto Superiore di Sanità, dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), della Regione Marche, dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, oltre che dell’Intergruppo Parlamentare per la Tutela della Vista, presieduto dall’On. Paolo Russo che, intervenendo al lancio insieme ad alcuni esponenti della comunità medico-scientifica e ai vertici della sanità della Regione, ha sottolineato: “Questa campagna è finalmente un modo concreto per aiutare i pazienti a sviluppare consapevolezze circa l’importanza fondamentale della prevenzione.  Che questa iniziativa abbia un alto valore sociale è poi dimostrato anche dal fatto che – ha proseguito il parlamentare – nelle regioni già interessate dalla campagna ben il 40 per cento dei soggetti esaminati hanno evidenziato patologie in atto o sospette, delle quali non avevano alcuna consapevolezza”.

Che quello dell’informazione e della prevenzione sia un approccio vincente per il contrasto alle malattie della retina e del nervo ottico è stato evidenziato anche dal Prof. Cesare Mariotti, Direttore della Clinica Oculistica dell’Università di Ancona che ha affermato “La moderna tecnologia oculistica consente di effettuare una diagnosi precoce di malattia, ma allo stesso tempo è necessario creare le condizioni perché il paziente possa avere immediato accesso alla terapia. Questo significa abbassare le liste di attesa, creare delle reti di riferimento regionali, ricorrere alla telemedicina laddove possibile. In un sistema virtuoso – ha proseguito il clinico – con la collaborazione di Oculisti, Aziende Ospedaliere e Regioni si potrebbe ottenere una netta riduzione dei casi di pazienti ipovedenti per malattie come glaucoma e maculopatie curabili se precocemente diagnosticate e trattate”.

La campagna si prefigge tre obiettivi fondamentali: far conoscere le principali patologie oculari causa di cecità e ipovisione nella popolazione;accrescere il livello di priorità della prevenzione oftalmica nelle agende sanitarie regionali; utilizzare i dati raccolti per avviare la costituzione di una banca dati nazionale, finalizzata a conoscere l’impatto delle patologie e indispensabile per lo sviluppo di politiche sanitarie pubbliche per la tutela visiva.

Nella edizione 2021 della Campagna verrà inoltre sperimentato un prototipo di visore a tecnologia digitale, sviluppato da IAPB Italia onlus in collaborazione con centri di ricerca e Università, che permette di effettuare una valutazione estremamente precisa di tutti fattori che concorrono alla visione.


Info: www.vistainsalute.it


AGENZIA INTERNAZIONALE PER LA PREVENZIONE DELLA CECITÀ-Sezione italiana IAPB Italia onlus

Prevenzione delle malattie oculari, diagnosi precoce e riabilitazione visiva. Sono tre punti cardine dell’azione dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità-IAPB Italia onlus.

La IAPB Italia, fondata nel 1977 dall’Unione Italiana  dei Ciechi e Ipovedenti e dalla Società Oftalmologica Italiana, è riconosciuta dallo Stato (con la legge n. 284/1997) e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), collabora strettamente con il Ministero della Salute, con cui realizza programmi e attività finalizzate alla prevenzione della disabilità visiva e alla riabilitazione visiva degli ipovedenti. La sua attività è focalizzata sulla diffusione d’informazioni relative alle malattie oculari (prevenzione primaria), sulla diagnosi precoce (prevenzione secondaria) e sulla riabilitazione visiva (prevenzione terziaria). In particolare:

  1. Programmi di educazione sanitaria
  2. Campagne di prevenzione con visite gratuite attraverso i propri mezzi mobili
  3. Organizzazione di seminari e convegni
  4. Produzione e distribuzione di materiale divulgativo
  5. Aggiornamento costante del sito web (www.iapb.it)
  6. Pubblicazione di “Oftalmologia Sociale“, rivista di sanità pubblica
  7. Linea verde di consultazione oculistica: 800 068506 (attiva dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 13)
  8. Forum  internet l’oculista risponde
  9. Interventi nei Paesi in via di sviluppo

La IAPB Italia onlus promuove anche la ricerca nell’ipovisione, al fine di migliorare la qualità della vita delle persone ipovedenti, attraverso il Polo Nazionale di Servizi e Ricerca per la Prevenzione della Cecità e la Riabilitazione Visiva, che, inaugurato nel 2007, è divenuto un importante Centro di Collaborazione OMS nel 2013. Si tratta dell’unico Centro di collaborazione OMS in Europa per la prevenzione della cecità e il solo al mondo nel suo genere, con un mandato specifico per la riabilitazione visiva. Il Polo si trova presso il Policlinico “Agostino Gemelli” di Roma, con cui la IAPB Italia onlus porta avanti una proficua collaborazione.

Il Polo Nazionale ha come attività principale lo sviluppo della ricerca medico-scientifica nella riabilitazione visiva. Riabilita sia i bambini che gli adulti, attraverso un approccio multidisciplinare in cui intervengono in team più specialisti (oculisti, psicologi, neuropsichiatri infantili, ortottisti, terapisti, ecc..). Più nello specifico si occupa di:

  1. sperimentazione di nuovi modelli riabilitativi e utilizzo di avanzati ausili ottici ed elettronici per gli ipovedenti;
  2. medicina preventiva e dell’epidemiologia;
  3. coordinamento della rete tra i centri di ipovisione territoriali, al fine di sperimentare modelli di ricerca scientifica e gestionali innovativi;
  4. formazione e aggiornamento degli operatori con convegni e seminari;
  5. consulenza tecnico-scientifica in materia di ipovisione per gli enti pubblici competenti in materia sanitaria.

Per ulteriori informazioni: www.iapb.it,

linea verde di consultazione oculistica 800-068506 (risponde un oculista 10-13, lun.-ven.)


STRUMENTAZIONE HI-TECH A BORDO DEL TRUCK

I controlli oculistici sono gratuiti e non invasivi, riservati a persone dai 40 anni in su. E’ previsto un percorso all’interno di una struttura mobile di circa 100 mq: un intero tir appositamente attrezzato con dispositivi medico diagnostici ad alta tecnologia. Gli esami oculistici previsti sono finalizzati all’individuazione precoce delle principali malattie della retina e del nervo ottico. L’intero percorso ha una durata complessiva di 15-20 minuti.

Si inizia con un questionario anonimo per valutare lo stile di vita e la presenza di eventuali malattie passate o presenti. Poi si passa agli esami diagnostici veri e propri (da non intendersi come sostitutivi di una visita oculistica completa), mirati principalmente alla ricerca del glaucoma, della retinopatia diabetica e delle maculopatie. Ecco gli esami gratuiti previsti:

  1. OCT e foto del fondo oculare. La tomografia a coerenza ottica (OCT) è una sorta di “tac” retinica del tutto innocua che permette di visualizzare i diversi strati retinici, rilevando la presenza di eventuali patologie, in particolare di degenerazioni maculari (la macula è la zona retinica centrale deputata alla visione distinta). Grazie a una foto del fondo oculare, inoltre, si potranno notare eventuali alterazioni dei vasi retinici e cambiamenti alla testa del nervo ottico che potrebbero essere segno di glaucoma.
  • Autorefrattometro: è uno strumento con cui si misura automaticamente un difetto visivo ossia un vizio refrattivo quale la miopia, l’astigmatismo o l’ipermetropia. È un rapido metodo di valutazione oggettivo che richiede poi un eventuale ulteriore controllo più approfondito. (N. B. Sul truck non vengono rilasciate né prescrizioni di occhiali né prescrizioni di farmaci).
  • Tonometro: consente la misurazione della pressione oculare, che indicativamente deve essere compresa tra i 10 e i 20 mm di mercurio, ma bisogna tenere conto anche dello spessore della cornea. Se la pressione intraoculare è troppo elevata può denotare la presenza di glaucoma che, una volta diagnosticato, richiede un trattamento farmacologico costante e tempestivo, di solito con colliri ipotonizzanti per ridurre la pressione ed evitare danni irreversibili al nervo ottico (papilla ottica).
  • Pachimetro: permette la misurazione dello spessore della cornea
  • Visore digitale: consente di effettuare una valutazione estremamente precisa di tutti i fattori che concorrono alla visione, tra cui campo visivo monoculare, stereoscopia, eteroforie, sensibilità al contrasto, senso cromatico, azione della funzione maculare monoculare, schema di Hess.   

Questa campagna ha uno scopo di prevenzione e sensibilizzazione: non può né deve sostituire la visita completa di un medico oculista in una struttura sanitaria, a cui invece si viene eventualmente rinviati.

METTIAMO A FUOCO TRE MALATTIE OCULARI

Glaucoma

Il glaucoma è considerata la prima causa di cecità irreversibile al mondo: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (2019) colpisce 64 milioni di persone. Di queste, 6,9 milioni (il 10,9%) hanno capacità visive ridotte o hanno già perso le proprie capacità visive per causa sua. Questa malattia oculare nella forma cronica non dà neanche sintomi: in genere una pressione oculare troppo elevata danneggia “silenziosamente” la visione. Prima compaiono piccole “macchie” scure (scotomi) alla periferia del campo visivo il quale poi si può restringere progressivamente fino a una visione a cannocchiale (“tubulare”) e, nei casi peggiori, si arriva all’oscurità completa.

In Italia si stimano circa un milione di glaucomatosi: la patologia riguarderebbe il 3,5% delle persone di età compresa tra i 40 e gli 80 anni. Bisognerebbe quindi individuare tempestivamente i casi di glaucoma ancora non diagnosticati, ossia circa mezzo milione di persone solo nel nostro Paese.

Retinopatia diabetica

Secondo l’OMS (2014) i diabetici nel mondo sono 422 milioni. L’Istat scrive (2015) che in Italia la prevalenza del diabete è stimata intorno al 5,4% della popolazione (oltre 3,2 milioni di persone); colpisce particolarmente gli anziani, ossia il 16,6% tra le persone di età compresa tra i 65 e i 74 anni e il 20,2% dai 75 anni in su. Se il diabete di tipo 1 è diagnosticato dopo i 30 anni, indicativamente la prevalenza di retinopatia diabetica è del 20% dopo 5 anni di malattia, del 40-50% dopo 10 anni e di oltre 90% dopo 20 anni. La retinopatia diabetica è la prima causa di cecità in età lavorativa in Italia e negli altri Paesi economicamente sviluppati.

I danni alla retina sono generalmente evitabili controllando il diabete. Inoltre, è stato dimostrato che un attento controllo della pressione arteriosa in chi ha il diabete di tipo 2 riduce il rischio di malattia micro-vascolare del 37%, il tasso di progressione della retinopatia diabetica del 34% e il rischio di peggioramento dell’acuità visiva del 47%.

In un Rapporto sul diabete l’OMS scrive: “La retinopatia diabetica è un’importante causa di cecità e si verifica come risultato di un danno accumulato nel lungo periodo a carico dei piccoli vasi sanguigni della retina. […] La retinopatia diabetica ha provocato globalmente l’1,9% della disabilità visiva (moderata o grave) e il 2,6% della cecità nel 2010. Ci sono studi che suggeriscono che la prevalenza di ogni tipo di retinopatia in persone con diabete sia del 35%, mentre quella della retinopatia proliferativa (pericolosa per la vista) sia del 7%”.

Maculopatie

Le maculopatie sono una causa importantissima di perdita della visione centrale nei Paesi più avanzati, tra cui l’Italia. Tra le maculopatie acquisite la più diffusa è la degenerazione maculare legata all’età (AMD), che generalmente si presenta dopo i 55 anni ed è la principale causa di cecità legale nel mondo occidentale. Si riconoscono due tipologie di AMD: la forma secca (atrofica), caratterizzata da un’evoluzione lenta e meno aggressiva, e la forma umida (detta essudativa), che può anche essere un’evoluzione della prima. Per questo è molto importante seguire attentamente l’insorgenza e l’evoluzione della patologia retinica. Attualmente non esistono terapie specifiche per l’AMD secca.

La forma umida (essudativa o neovascolare) è meno comune, ma è più aggressiva e ad evoluzione più rapida. È caratterizzata dalla presenza di nuovi vasi sanguigni retinici nella macula (centro della retina). Tutte le maculopatie vanno diagnosticate tempestivamente e, laddove possibile, si può ricorrere a trattamenti specifici (iniezioni intravitreali di anti-VEGF). È importante che venga fatta una diagnosi tempestiva e, dunque, è sempre necessario il ricorso a visite oculistiche periodiche.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin