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Dermatite atopica, quando la pelle si infiamma da grandi

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Può rovinare il sonno, influire sul lavoro, creare problemi nelle relazioni interpersonali. E va riconosciuto per tempo, visto che oggi ci sono i trattamenti per risolverlo. E’ questo l’identikit del prurito della dermatite atopica, patologia a lungo considerata solamente tipica del bambino ma che oggi – lo dice la scienza – è sempre più comune anche nell’adulto. E va riconosciuta per tempo.

Annamaria Offidani, Direttore della Clinica Dermatologica dell’Università Politecnica delle Marche

“Il quadro, che deve avere una propria dignità tra le malattie della pelle, interessa dal 7 al 10 per cento della popolazione adulta – spiega Annamaria Offidani, Direttore della Clinica Dermatologica dell’Università Politecnica delle Marche. In molti casi scopriamo che chi ne soffre, con le classiche lesioni che non vanno confuse con quelle di altre patologie e vanno riconosciute precocemente per instaurare il trattamento più indicato, aveva avuto problemi di questo tipo da bambino. Si tratta infatti di una patologia di tipo “carsico”, che si può riaccendere anche a distanza di decine d’anni, magari perché un fattore esterno fa “ripartire” l’infiammazione. Oggi vediamo soggetti che ne soffrono di 30-40-50 e anche 80 anni.  Più raramente il quadro insorge direttamente nell’adulto”.

La diagnosi precoce va fatta dallo specialista

Fondamentale, in ogni caso, è la diagnosi precoce che va fatta dallo specialista. In questo senso la Società Italiana di Dermatologia medica, chirurgica, estetica e delle Malattie Sessualmente Trasmesse (SIDeMaST), promuove la campagna “Dalla parte della tua pelle”, con consulti gratuiti per gli adulti su prenotazione in 30 centri ospedaliero-universitari in tutta Italia. Inoltre, per aiutare le persone con dermatite atopica a trovare il supporto più adeguato, è attivo iDA, servizio informativo gratuito messo a disposizione da Sanofi Genzyme per chi ha necessità di consultare uno specialista in dermatologia. “Occorre sensibilizzare le persone su questo quadro perché attualmente ci sono trattamenti efficaci e sicuri ma troppi adulti giungono all’osservazione dopo tanto tempo dall’inizio dei sintomi – riprende l’esperta. Non bisogna mai dimenticare che all’origine di tutto c’è l’infiammazione: anche se le lesioni si manifestano sulla pelle e con esse il prurito, può essere interessato l’intero organismo, in primo luogo con manifestazioni allergiche a carico delle vie respiratorie, come la rinosinusite, che in qualche caso si complica con una poliposi nasale, una congiuntivite o addirittura asma. Poi, in una ristretta quantità di malati, si possono avere anche influenze sulla salute cardiovascolare, con comparsa di ipertensione e sindrome metabolica e conseguenti rischi in questo senso.  Il dermatologo può affrontare al meglio il quadro, individuando le cure caso per caso. Ma occorre che le persone sappiano che questa malattia esiste e non tralascino i segnali che la pelle invia”.

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